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Schermarsi durante un trattamento olistico

L’importanza di “schermarsi energeticamente” durante un trattamento olistico

di Fabio Magnino

Schermarsi durante un trattamento olistico è una cosa davvero importante

Ciao a tutti. Mi chiamo Fabio. Elisabetta mi ha concesso l’onore di scrivere qualche articolo su questo blog. Ciò di cui vi vorrei parlare, in questa sede, è relativo all’importanza di potersi “schermare energeticamente” durante un trattamento olistico. Mi spiego meglio e vi faccio un esempio tratto dalla cultura locale. Forse, alcuni di voi sono a conoscenza dei cosidetti “setmin”, parola piemontese che tradotta in italiano significa “settimino” ovvero colui che è nato dopo soli sette mesi di gestazione. Nella credenza popolare, soprattutto nel ‘700 e nell’800 ad essi erano attribuiti poteri particolari e quasi miracolosi.

Nei paesi del “vecchio piemonte” era ed è tutt’ora usanza trovare un bravo “setmin” quando si devono affrontare i dolori di alcune distorsioni o strappi muscolari. Io mi sono preso la “briga” di intervistarli e, quasi tutti, lamentavano dopo il loro trattamento dolori forti alle braccia o alle mani usate per “guarire”colui che si era recato da loro.

Non voglio in questa sede creare una discussione sulla loro “efficacia” o sulla loro “professionalità”. Semplicemente, tali “malesseri” a fine trattamento erano presenti anche in improvvisati massaggiatori o riflessologi del piede che, dopo aver letto un libro sull’argomento si esercitavano su qualsiasi malcapitato.

Faccio questa lunga digressione perchè molti operatori olistici, ma anche psicologi o psicoterapeuti non si rendono pienamente conto di cosa vuol dire entrare profondamente a contatto con le energie di un’altra persona.

Sicuramente coloro che svolgono ” di professione” il lavoro di operatore olistico avranno sviluppato delle tecniche di visualizzazione o di training autogeno per bloccare l’assorbimento delle energie dei propri pazienti durante il trattamento, E ovvio infatti che mediante una seduta olistica con lo sblocco di accumuli “energetici”, l’energia può tornare in circolo nel paziente riducendo il senso di dolore che lo stesso provocava.

Ma stiamo parlando di energia fisica o tuttalpiù psichica!!! E della restante, cosa ne facciamo? Penso che un po’ tutti voi siate a conoscenza che ,alla base della nostra vita, vi siano almeno sette tipi di energia differenti con onde vibrazionali sempre più ravvicinate derivanti dai corpi sottili che ci costituicono. Ciò, in parte è alla base della naturopatia e dei fiori di Bach. Assumendo sostanse con determinate “vibrazioni” riportiamo in equilibrio il nostro essere.

Purtroppo, anche la naturopatia prende in considerazione solo alcune “forme vibrazionali” e, la schermatura dalle energie fisiche o psichiche protegge l’operatore olistico solamente da eventuali malesseri avvertibili su questi piani energetici.

Durante l’800, quando la scienza aveva un ruolo importante ma non ancora determinante per la sopravvivenza della razza umana ( si soleva ancora recitare Ave o Maria e non Ave o scienza) tantissimi e ben documentati furono gli esperimenti fatti sulle energie sottili dai più illusti accademici (vedi gli scritti di Helena Blavatsky). Quel secolo ha dato i natali anche a Georges Ivanovic Gurdjeff, forse a tutt’oggi uno tra i più grandi studiosi e depositari delle scienze antiche (qualche frammento di essi si trova anche negli scritti di Carlos Castaneda che per i più è pura fantascienza).

Nei libri di questi “illustri” si poneva un problema di fondo o, se volete una realtà di fatto: l’uomo è profondamente limitato perchè  non è presente a se stesso. Essere consapevoli di sè stessi, istante dopo istante nella nostra vita sembra semplice. In realtà è la cosa più difficile da realizzare. La presenza a sè è Divina.

Ho fatto questa lunga digressione, scusatemene, solo perchè c’è una semplicissima parola, quasi una formula magica, che ognuno di noi ha pronunciato, soprattutto se cattolico nella sua vita, ma senza alcuna consapevolezza, che permette di schermarsi in modo totale…..ma vi tengo ancora un po’ sulle spine!!!

Tuti voi avrete sentito parlare del mantra dell’OM. Bello forse, ma cosa significa? Esso, (permettetemi la facilitazione) è un’evoluzione dell’antico AUM ( ciò che nell’oriente è definito il padre di tutti i mantra). Se chiudete gli occhi e provate a far risuonare ogni lettera del mantra scoprirete che la A risuona nel petto (sede del chackra del cuore), la U nel basso ventre ( per gli esperti del taoismo nello Hui Yin) la sede dell’energia della terra e, infine, ma non per ultima la M (nasale) al centro della testa ( il chakra della corona o l’energia dell’universo).

In sostanza, recitare l’AUM significa coinvolgere l’intero essere (di tutti i livelli energetici) portandolo a fondersi con la vibrazione dell’Universo ( del Padre,di Colui da cui tutto è stato generato…. l’Assoluto).

Suoni e consapevolezze lontane? Non direi. Un grande maestro spirituale, Paramahansa Yogananda sostiene che il Padre di tutti i mantra, L’AUM si sia trasferito nel tempo in india, in Cina, a Babilonia,…….in Israele diventando Hamen (per i cristiani Amen) o Amin per i Mussulmani.

Quindi quando recitate questa potentissima parola sacra in modo essoterico ( da volgo, da popolo o da coloro che ignorano il significato profondo di un rito o di una parola sacra) pensate al “sia fatta la tua volontà”. Ma se invece essa è recitata con la presenza di tutta la vostra vita (conoscendone il suo significato profondo, in modo esoterico) essa diventa un po’ così ” la consapevolezza della mia vita , tutto il mio essere, risuona con e nell’ Assoluto”. ( Quindi tutto il mio essere ed ogni piano energetico o vibrazionale).

Ricordatevi, è un’affermazione, non una frase e deve essere detta con consapevolezza, prima e dopo qualsiasi trattamento.

P.s: se proprio vi sentite “orientali”, c’è un’altro mantra che prima dell’AMEN può aiutarvi. I tibetani, prima di immergersi con la meditazione in mondi, ai più sconosciuti, pronunciano SO HAM ( si pronuncia Sooooooooo Hhhaaaaaaam) due tempi. Cosa vuol dire? IO SONO. Alla base di ogni viaggio umano, ci deve essere sempre un SO HAM, cioè la consapevolezza che noi siamo…….

Grazie per l’attenzione ed un abbraccio. SO HAM-)

 

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